Tor Sapienza

Il toponimo di maggiore spicco è quello di Tor Sapienza per il suo riallacciarsi all’istituzione del primo Collegio Romano per l’avvio al sacerdozio: l’Almo Collegio Capranica. Il cardinale Domenico Pantagato detto Capranica (dal nome del paese nativo, Capranica di Roma), il 15 agosto 1457, acquistò dall’Ospedale S.Spirito - il quale a sua volta lo aveva comprato dalla storica famiglia Boccamazzi - il casale dei “Bucchamatiis” costituendolo in dote per gli studenti dell’università di Perugia detta “Sapienza vecchia” (Collegium Firmanae Sapientiae de Urbe”, per cui il casale Boccamazzi divenne Tor Sapienza)

e, per testamento del 14 agosto 1458, unitamente ad altri beni lo destinò alla fondazione, da intitolarsi al suo nome, di un collegio di istruzione ecclesiastica in Roma a cui spettò la tenuta fino al tempo del governo francese dopo il quale fu acquistata dai principi Massimo. Così l'antico casale de' Boccamazzi si chiamò della Sapienza, ossia dell'università (di Perugia). Con questa denominazione lo troviamo ricordato nel 1532 come appartenente al Collegio Capranica: "Monumentum et Boccamaza, seu il casal della Sapienza”.
Al tempo del catasto di Pio VI (1779) abbiamo una sola tenuta detta la Sapienza, confinante con le tenute di Salone, Tor Tre Teste, Quarticciolo, Acqua Bollicante, Bocca di Leone, Rustica, strada di Lunghezza.
La torre, situata a metà di Via F. P. Michetti, era formata da un basamento in selci e da una torre in mattoni; fu fatta saltare dall’esercito tedesco in ritirata che ne aveva fatto un deposito di munizioni. Rimase solo il basamento in selce ora restaurato e adibito a uffici.

 

 

 

Tor Tre Teste

Da una relazione del cappellano della borgata Tor Tre Teste (allora dipendente dalla parrocchia di Tor Sapienza) al Vicariato di Roma del 1950.

“Via Prenestina. 6° chilometro. A sinistra, incolonnate su quattro vie dai nomi zootecnici più familiari (via della farfalla. della formica. della cicala. della salamandra) gruppi di case. modestissime (quante arrivano al secondo piano?) nelle quali vivono 130 famiglie. Per lo più operai. Di edifici pubblici c'è la scuola. l'ufficio tasse e la cellula comunista. La chiesa no.
Fino al maggio 1948 per l'assistenza religiosa della borgata ci si serviva di una cappella. dedicata a S.Anna costruita nel ‘700 a cura del Capitolo dei Canonici di S. Giovanni in Laterano che ne è ancora il possessore. I Canonici lateranensi curavano l’assistenza spirituale di quella parte dell’agro romano fino a quando nel 1912 per volere del papa Pio X fu istituita la parrocchia dell’Immacolata a Tor Cervara e data al clero diocesano. La chiesa di S. Anna fu addossata ad una vecchia torre medievale. da cui la borgata prende il nome. situata a 500 metri dall'abitato. Il nome veramente Tor Tre Teste non dev'essere davvero il nome originale.

Questo nome alla torre, e quindialla località borgata gliel'ha dato il popolo, quando ha scorto tra i pezzi di marmo e di travertino legati alla selce della torre tre teste scolpite nel marmo, rose e levigate dal tempo.

Si tratta nient'altro che della "noce" d'un antico sarcofago riutilizzato come materiale di riporto nella costruzione della torre. Ma tanto è bastato al linguaggio popolare per denominarne la torre, costruendovi inoltre una leggenda di prigionie e di sangue, di tradimenti e di grida, di sospiri e di assassini e di morte. Quella torre sarebbe stata nientemeno che un'antica prigione in cui sarebbero accaduti fatti di sangue; altri dicono che fu un luogo di ristoro dei pellegrini dove bambini venivano uccisi e dati in pastro agli avventori; e dove ancora ci si sente aleggiare una sorta di maledizione. Ma oggi non ci si sente più davvero. Nel maggio 1948 la torre, indebolita dagli anni si accasciò e crollò per tre quarti. .Restò in piedi il lato a cui è appoggiata la prospiciente la via, al quale è appoggiata la cappella, la quale però, per misure precauzionali dovette chiudere le porte . L'attiguo stabilimento militare massacrato dai bombardamenti, imprestò allora un locale dei meno massacrati, per la celebrazione della Messa festiva. Tutta l'assistenza religiosa della borgata si ridusse a questa unica messa festiva domenicale e alla scuola di catechismo cheseguiva alla Messa, scuola molto rudimentale per la deficienza di locali e di mezzi”.


Della torre rimase solo la parte frontale, un’altra parte cadde nel 1966 e ancora un’altra cadde nel 1972 rimanendo quanto tutt’ora si vede, più o meno restaurato della Sovrintendenza alle belle arti.

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